Lo so, la Sacher non è sicuramente il dolce estivo per eccellenza, però mi è capitato di prepararla recentemente per un compleanno, quindi ho pensato di condividerne subito la ricetta, visto che me la state già chiedendo in molti. La prima volta che ho fatto la Sacher, avevo nelle orecchie le solite frasi di chi non osa nemmeno provarci "perché è difficilissima". Non c'è niente di difficile, se vuoi davvero fare una cosa e se credi di poterci riuscire. Questa per me è una regola aurea nella vita. Non ho mai frequentato un corso di pasticceria professionale (ma ci stiamo lavorando) e tutto quello che ho fatto finora è semplicemente il frutto di passione e di una grande tenacia. Ho sbagliato, buttato tutto e ricominciato da capo. Ma ho sempre portato a casa il risultato che volevo, semplicemente non arrendendomi davanti a una difficoltà o a un piccolo fallimento. Finora ho preparato in totale quattro Sacher. Le prime due sono filate via lisce senza intoppi, la terza invece è finita nel cestino. Ho capito l'errore, ho imparato una cosa nuova e, quello che vedete in foto, è il risultato del secondo tentativo. Non è detto che l'errore sia dietro l'angolo quando facciamo una cosa per la prima volta. A volte è semplicemente questione di giornate che non girano come dovrebbero: le uova si rompono male, il guscio buca il tuorlo mentre cerchi di separare gli albumi e il danno è fatto. Gli albumi "sporchi" non montano bene e la torta non lievita come dovrebbe. Puff!
Tutto questo per dirvi che la Sacher non è difficile e soprattutto non è impossibile. Come in tutte le ricette, ci sono dei passaggi cruciali che non vanno assolutamente presi sottogamba. Nel caso della Sacher, gli albumi montati a neve sono fondamentali, e l'ho sperimentato in prima persona.
La ricetta che vi do, arriva direttamente dal libro del mastro del cioccolato per eccellenza, Ernst Knam.
